F1, GP Brasile 2018: Sebastian Vettel vuol interrompere il digiuno da vittorie. Sei gare senza successi per il tedesco

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Siamo alla vigilia del penultimo appuntamento del Mondiale 2018 di Formula Uno. In Brasile il Circus si esibirà su uno dei tracciati tradizionali e più ricchi di storia, dove tanti campionati si sono decisi tra gioie e lacrime, o dove sono state firmate imprese incredibili: vengono in mente le vittorie iridate di Kimi Raikkonen, con la Ferrari nel 2007, e di Lewis Hamilton, con la McLaren, nel 2008 mentre l’impresa di Ayrton Senna del 1991, capace di vincere la corsa di casa con una vettura afflitta da problematiche tecniche e non al 100% delle sue possibilità fisiche, ha reso il brasiliano una leggenda.

Quest’anno si correrà ad Interlagos ben sapendo che uno dei titoli è deciso: Hamilton si è laureato per la quinta volta in carriera campione del mondo, la quarta sotto l’insegna della Stella a tre punte. La partita per il Mondiale dei costruttori resta aperta anche se i 55 punti di vantaggio di cui gode la Mercedes sulla Ferrari sono tanti. Già, il Cavallino Rampante, che arriva a questo round tra speranze e orgoglio. Sì perché nell’ultimo GP in Messico qualcosa si è recuperato (11 punti) sui rivali di sempre e si è rivisto un Sebastian Vettel all’altezza della situazione. Sarà lui l’uomo nel mirino in questo weekend, da cui ci si aspetta qualcosa di particolare.

Un’annata complicata quella del tedesco, costellata da qualche errore di troppo che ha vanificato qualunque proposito mondiale nel confronto con Hamilton. Nelle ultime sei gare il teutonico non ha centrato il bersaglio grosso, dovendo assistere ad Austin (Stati Uniti) anche al trionfo del compagno di squadra Kimi Raikkonen. Un brutto colpo per il quattro volte campione del mondo, desideroso di ritrovarsi su una pista che l’anno passato lo vide vincente.

Le possibilità sembrano esserci. La Rossa, dopo un periodo complicato, dal weekend in Texas si è ritrovata e la monoposto è tornata ad essere veloce. Su un tracciato dove potenza, trazione e guidabilità saranno richiesti la SF71H può fare bene, confidando che il leader designato sappia dare il suo contributo anche per consentire al Cavallino di coltivare la flebile speranza iridata nella graduatoria riservata alle squadre. La scuderia di Maranello, infatti, dovrà guadagnare almeno 13 punti per tenere aperto il discorso in vista delle ultima corsa ad Abu Dhabi. Un target complesso che Seb però vorrà centrare anche per rilanciare le proprie quotazioni in vista di quel che sarà.

 





 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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