Funerali privati per il boss Ciccio Barbaro

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PLATÌ Niente pubblici omaggi, né cortei funebri per il boss Ciccio Barbaro “U Castanu”, morto nei giorni scorsi nel carcere di Parma. Per il patriarca della storica dinastia di ‘ndrangheta, originaria di Platì ma con solide ramificazioni a Milano – o meglio in quella Corsico trasformata nella “Platì del nord” – il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, ha disposto che i funerali fossero celebrati all’alba in forma privata. Un provvedimento ormai consueto per evitare eventuali agguati o rappresaglie o pubbliche celebrazioni di noti pregiudicati ma che rimane indigesto alle famiglie di mafia. E dei casati calabresi, il boss Ciccio Barbaro era esponente di spicco.
Arrestato per la prima volta negli anni Settanta e condannato a 6 anni per associazione a delinquere, era stato in seguito uno dei protagonisti della stagione dei sequestri. Uno di questi gli era costato la sua condanna più lunga, 20 anni di carcere. Scontata la pena, in libertà è rimasto molto poco. Tre anni fa, a riportarlo dietro le sbarre alla veneranda età di 87 anni una condanna all’ergastolo insieme al nipote Antonio Papalia di Buccinasco per l’omicidio del brigadiere Antonino Marino, ucciso a Bovalino la sera del 9 settembre del ‘90. A riaprire il caso, oltre vent’anni dopo, una intercettazione raccolta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Una sorta di confessione per interposta persona del delitto che è valsa a Ciccio «‘u Castanu» il carcere a vita.

Alessia Candito
a.candito@corrierecal.it

L’articolo Funerali privati per il boss Ciccio Barbaro proviene da Corriere della Calabria.

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