Sale operatorie costate 5 milioni e già inaugurate. Ma i lavori sono incompleti

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CASTROVILLARI Il blocco operatorio dell’ospedale di Castrovillari, costato quasi 5 milioni di euro, non potrà essere utilizzato «se non dopo il periodo necessario per realizzare» una serie di lavori di adeguamento. La risposta del governatore Mario Oliverio all’interrogazione di Carlo Guccione non offre un orizzonte temporale certo per l’apertura delle quattro nuove sale operatorie già inaugurate più volte. Sarebbero dovute essere operative nel 2016, poi entro la fine del 2018 (rassicurazione fornita dal management dell’Asp di Cosenza ai parlamentari del M5S). I tempi, invece, restano indeterminati. Ma il presidente della giunta regionale spiega al consigliere dem che «all’esito delle verifiche relative alla realizzazione del progetto di adeguamento (…) il tecnico designato alla verifica della congruenza tra quanto progettato, appaltato e realizzato ha evidenziato situazioni discrasiche tra i lavori eseguiti e il progetto esecutivo, nonché differenze rispetto a quanto necessario per l’accreditamento delle sale operatorie». Seguono – al solito – incontri e tavoli operativi, nell’ultimo dei quali si è deciso di passare alla fase operativa, che «dovrebbe trovare soluzione in tempi brevi». Anche il superamento di questo step, purtroppo, non sarà sufficiente per dare l’avvio alle attività. «Non si potrà procedere all’attivazione delle sale operatorie – scrive ancora Oliverio – stante la mancanza della progettazione della Centrale gas medicali, del gruppo elettrogeno e i lavori correlati all’utilizzazione delle sale operatorie da parte degli operatori quali spogliatoi e bagni». Opere, queste, «non previste dalla progettazione della prima fase» e che ora vanno, ovviamente, «progettate e appaltate con gara». Quando aprirà il blocco operatorio, dunque? La sintesi più azzeccata resta un “non si sa”. E non si sa neppure come, nella Calabria delle eterne incompiute, si sia potuta inaugurare un’opera alla quale mancavano Centrale dei gas medicali e gruppo elettrogeno. Un progetto incompleto costato 4,7 milioni di euro in un ospedale che fatica addirittura a trovare medici da assumere. È successo con i tre anestesisti arruolati e poi dimessisi «per assunzione presso altre Aziende in quanto vincitori di concorso». E anche per gli ortopedici, per i quali il problema è strutturale: «Nonostante l’espletamento del concorso e ripetuti avvisi di mobilità e/o per assunzione a tempo indeterminato non si è riusciti per la nota carenza sul mercato a reperire dirigenti medici di ortopedia».

«93 POSTI ATTIVI SU 226» C’è un altro aspetto sollevato da Guccione sul quale la risposta sorvola. Il consigliere dem aveva sottolineato, nell’atto depositato il 3 ottobre scorso, come nel presidio ospedaliero fossero attivi 93 posti letto per acuti sui 226 previsti dal decreto commissariale che interessa la rete ospedaliera. E chiedeva al governatore quali fossero le misure previste per il rilancio della struttura. «Il presidio ospedaliero – scriveva Guccione – avrebbe tutte le carte in regola per diventare un centro avanzato con prestazioni di eccellenza in un’area importante e nevralgica della provincia di Cosenza e invece oggi mancherebbero i requisiti organizzativi e di sicurezza del presidio ospedaliero». (ppp)

L’articolo Sale operatorie costate 5 milioni e già inaugurate. Ma i lavori sono incompleti proviene da Corriere della Calabria.

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