Dopo l’assoluzione in tribunale, Virginia Raggi dovrà riguadagnare la stima degli elettori amministrando bene (di M. Leonardi)

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La Raggi salvata dalla giustizia, salverà Roma dal giustizialismo? La sindaca della capitale ascolta la sentenza d’assoluzione e scoppia a piangere sollevata perché il giudice monocratico respinge la tesi accusatoria del procuratore aggiunto Paolo Ielo che chiedeva per lei una condanna a dieci mesi. Non mi allineo con quelli che avrebbero voluto che uno dei politici di punta del M5S morisse per mano di quella “giustizia a furor di popolo” che era stato uno degli elementi decisivi per la vittoria del partito di Grillo: dico semplicemente che nessun paese può sopravvivere se non crede che il proprio sistema giudiziario sia in grado di emettere una sentenza veritiera e spero vivamente che sia finalmente venuto anche per l’Italia il momento di dare fiducia a giudici, politici, giornalisti, ovvero a quegli elementi che storicamente hanno assolto al compito di rinsaldare il tessuto connettivo di una nazione.

Roma non è vittima solo delle buche e dell’immondizia ma anche di inchieste giudiziarie deflagranti basate non di rado su elementi zoppicanti o, quanto meno, controversi. “Questa sentenza – ha subito stentoreamente proclamato Virginia – spazza via due anni di fango.” Ne sono felice, se siamo d’accordo tutti che un paese civile si fonda sulla forza del diritto e non su quella degli slogan dell’anti-politica. Dico paese e non scrivo solo “Roma” perché, girando per lo stivale in questo ultimo mese a motivo del mio sacerdozio, mi sono trovato una settimana dopo l’altra coinvolto in situazioni di profondo disagio, se non di dolore.

Poche settimane fa ero a fianco dei morti di Lamezia Terme per l’alluvione, poi ho preso gli autobus sostitutivi del treno perché la stazione di Caserta era stata incendiata da un fulmine e, ieri, ho fatto i conti, insieme a migliaia di altre persone, con la frana che ha fatto deragliare un treno a Santa Margherita Ligure. Siamo in Italia non in Amazzonia e “le avverse condizioni climatiche” dietro cui ci si ripara sono dovute alla pioggia non a uno tzunami. Non mi lamento alzando i toni: ne do semplicemente conto perché i disagi subiti da me sono gli stessi di chi tutti i giorni viaggia per lavoro: lungo la penisola ma anche solamente dall’Eur al Colosseo.
Grazie a Virginia Raggi i pentastellati hanno rivisto il codice etico voluto da Grillo. Prima di lei M5S gridava in massa “dimissioni subito” per ogni semplice indagato.

Memorabili le dichiarazioni di Di Maio nel febbraio 2016 quando chiedeva le dimissioni di Alfano per la semplice notizia di un avviso di garanzia, e ci sarebbero infiniti altri esempi. Grazie alla sindaca, anche il primo partito italiano si è convinto che un pilastro fondamentele per la libertà è il principio della presunzione d’innocenza: e cioè, quel principio essenziale in ogni civiltà per cui, di qualcuno va provata la colpevolezza non l’innocenza.

Ora c’è da rimboccarsi le maniche ai fini di ripartire con rinnovato slancio per risolvere quei problemi di Roma che la sindaca per prima deve affrontare. È stata eletta per questo e le facciamo i migliori auguri.

Mauro Leonardi

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