«Il prezzo politico da pagare per le provinciali»

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C’è sempre un prezzo da pagare, politico si intende… e si spera! Sembra questo l’antefatto, la ragione e la radice non narrabile, che ha caratterizzato le recenti elezioni provinciali a Catanzaro, dove la “manina” è stata – forse – una e trina. Il risultato? Il peggiore spettacolo che la cosiddetta politica potesse mettere in scena, dove indipendentemente dalla lettura dei numeri, ci consegna una faida monocolore da una sola parte, incautamente nascosta dal consumato “c’eravamo tanto amati”! Se non è amore… e non lo è, allora non è neanche una convivenza utile. È una sagra paesana ristretta e stupidamente scritta da pochi – i soliti – di ipocrisia, di velenosi tradimenti, di false amicizie, dove si legittima nel modo più bieco e meschino il singolo interesse privato e forse, il presumibile voto di scambio, in violazione dell’articolo 48 comma 2 della Costituzione, come richiamato dai consiglieri Merante e Trifiletti. Siamo passati da cinquanta sfumature di vergogna, al romanzo criminale dove il crimine politico lo consuma una certa politica – quella che torna sempre sul luogo del delitto facendo altri cadaveri innocenti – e che ha una sua sigla, Officine del Sud, che in un’elezione di secondo livello  (quella fra addetti ai lavori) incurante della lezione dello scorso 4 marzo 2018, in una incoscienza politica tipicamente loro, offre una “nuova” lezione morale al popolo, quello che vota nelle urne e che, se lo avesse fatto anche in questa circostanza, li avrebbe tranquillamente dimissionati. Resa dei conti? Certificazione di un anomalia politica con l’aggravante comportamentale? Errore oppure orrore nel presentare al pubblico una mancanza di lealtà politica che non rispetta gli impegni? Questo è il risultato negativo di uno “stress test” della politica cittadina in particolare, che non ha superato la prova tecnica e consacra il limite raggiunto, che francamente non si può leggere come una vittoria. In tutto questo scenario fatto di reiterazione di atteggiamenti ostili alla regola della lealtà, chi ha rischiato di fare la fine del pollo arrosto è proprio il sindaco Sergio Abramo, considerato che all’interno della sua corte municipale, si nascondono i semi e gli attori ostili e protagonisti del risultato raggiunto alla provincia di Catanzaro.
Bene ha fatto il consigliere regionale Mimmo Tallini, segretario provinciale di Forza Italia, a non considerare fuoco amico quanto successo. Il suo messaggio è chiaro ed è la sola strada percorribile per restituire ad alcune forze politiche di centro destra quella verginità perduta o svenduta. Svenduta su un vizio che non è neanche un vezzo di sobrietà sabauda, ma che resta l’azione di speculatori seriali sul piano politico, come usa fare Officine del Sud, di chi ha compiuto mille giravolte ed oggi fa il “forzista” dopo i tradimenti e gli opportunismi politici di una vita. È questo un regno delle nebbie con un “Re senza corona”. Cacciare i mercanti dal Tempio, così come giustamente sottolinea Mimmo Tallini è la regola che restituisce dignità e rende una lezione a quanti hanno volutamente stuprato un patto d’onore, quello sancito fra i gruppi di maggioranza del comune capoluogo ed oggi della provincia. Resta ferma la legittima scelta di ognuno, ma è altrettanta legittima l’assunzione di responsabilità, anche da chi – incoronato dallo stesso Tallini – oggi deve rendere conto ad un intera coalizione del comportamento del suo Movimento Officine del Sud.
Tanti sono stati gli errori politici consumati e, noi immodestamente li avevamo già annunciati. Siamo passati dall’arroganza comportamentale e politica del movimento richiamato in sede comunale, che ha fatto da cornice funerea a l’errore più evidente, quello di aver sdoganato chi aveva già tradito politicamente usando i partiti come porte girevoli. Non basta allora e Tallini lo conferma, un tocco di “rossetto” politico per restituire o pensare di restituire dignità e credibilità a chi lo usa. Per come non basta urlare “banzai” con la stessa trivialità con la quale si intona un rutto (politico)… per credere di essere coraggiosamente statisti! Gli amici politicamente a noi vicini sono avvisati.

*Presidente associazione “I quartieri”

L’articolo «Il prezzo politico da pagare per le provinciali» proviene da Corriere della Calabria.

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