La Torino che vuole la Tav è scesa in piazza

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Il popolo del sì alla Tav ha invaso questa mattina piazza Castello a Torino. Oltre 30 mila le persone che hanno accolto l'appello delle sette professioniste torinesi del comitato "Sì Torino va avanti" nato in opposizione all'ordine del giorno approvato dalla maggioranza pentastellata di Chiara Appendino che dice 'NO' alla Torino-Lione. Duecentocinquanta gli agenti delle forze dell'ordine impiegati per garantire la sicurezza della manifestazione.

Nella piazza gremita, c'era tutta la borghesia sabauda. Fianco a fianco, imprenditori, commercianti, professionisti, pensionati, famiglie. Tanti anche i lavoratori dei cantieri, i sindacalisti e qualche studente. Molte persone, come indicato alla vigilia dagli organizzatori, hanno indossato maglie, cappellini e foulard di colore arancione, simbolo del neo Comitato, sventolando bandiere dell'Europa e dell'Italia ed esibendo cartelli con la scritta "Sì Tav". Molti esponenti politici presenti, ma nessuna bandiera o simbolo di partito, così come avevano chiesto le sette organizzatrici. Presenti anche numerosi cittadini francesi favorevoli alla realizzazione della linea ad alta velocità.

"Qui abbiamo fatto l'Italia e non possiamo arrivare a essere confinati in un angolo. Vogliamo che da qui partano idee, innovazione, treni veloci. E per questo ci appelliamo al presidente Mattarella per dire un grande si' a Torino, all'Italia e all'Europa – ha affermato dal palco Giovanna Giordano, portavoce del comitato – questa e' una grandissima dimostrazione d'affetto per la nostra città. C'e' l'orgoglio di essere persone civili che sanno dialogare, vogliamo parlare perché le idee si costruiscono non urlando ma facendo delle frasi e pensieri logici. Siamo la società civile in tutti i sensi". In piazza anche il Commissario di governo per la Torino Lione Paolo Foietta che ai giornalisti ha commentato: "Quanto si è visto oggi ha grande significato, che le maggioranze silenziose, che sono state silenziose per troppo tempo, quando si fanno sentire ristabiliscono il senso delle proporzioni. Cioè che chi non vuole la Tav, a Torino, in Piemonte e in Italia è una minoranza e le minoranze non possono decidere". 

Per il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, impegnato nel biellese con il Capo dello Stato Sergio Mattarella, "la manifestazione di oggi ha inequivocabilmente chiarito che Torino e il Piemonte vogliono la Tav, e vogliono il collegamento con l'Europa, senza barriere. A questa piazza il governo deve dare risposte chiare, inequivocabili e in tempi rapidi, perché la pazienza e la disponibilità a sentire un giorno una cosa e l'altro giorno il suo contrario, stanno finendo".

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La reazione di Appendino: "La mia porta è sempre aperta"

Da Palazzo civico il sindaco Chiara Appendino ha fatto sapere, con una dichiarazione sul suo blog, che la porta del suo ufficio "è aperta e sempre lo resterà". "Abbiamo sempre ascoltato tutti – ha aggiunto – e continueremo a farlo. E l'ascolto è proprio una delle cifre che da subito ho voluto caratterizzasse questa amministrazione, convinta che le divisioni di questo periodo storico nascano proprio da territori e comunità che per anni hanno provato a dialogare con istituzioni divenute sorde". "Oggi in piazza Castello – ha aggiunto Appendino – al netto delle diverse sensibilità politiche, sono state sollevate delle critiche, che accolgo, ma c'erano anche molte energie positive".

Appendino si è detta "pronta a discuterne già dalla settimana prossima e ad instaurare un dialogo costruttivo sulla Torino di domani, anche con chi ha una visione diversa dalla nostra. Un dialogo aperto, sincero, trasparente. Aspro, se serve. Ma vivo e sano. Nel pieno rispetto di tutte le opinioni".

"Sono con chi è in piazza contro le follie M5s", ha fatto sapere il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Per gli industriali di Torino, che dopo la manifestazione hanno incontrato con associazioni di categoria, ordini professionali e sindacati il prefetto Claudio Palomba, "le parole della sindaca arrivano un po' tardi". "Chiediamo che non si fermino i cantieri – ha detto il presidente dell'Unione Industriale di Torino Dario Gallina – dalla piazza oggi è arrivato un messaggio forte, sulle scelte strategiche non si puo' derogare. Si proceda con l'avanzamento dei lavori, nel rispetto degli accordi internazionali sottoscritti da Italia, Francia e Unione Europea". La battaglia per il Sì alla Tav ha visto per la prima volta insieme imprese e sindacati. "Sarebbe una follia fermare il cantiere. La Tav è un'opera fondamentale – hanno affermato Anna Maria Olivetti della Fillea Cgil Torino e Claudio Papa della Fineal Uil Piemonte. "L'obiettivo è comune a imprese e lavoratori edili – hanno aggiunto – la Tav è importante per far ripartire il lavoro sul nostro territorio che è ancora in crisi. Avere insieme imprese e sindacati è un risultato storico". 

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