Paul Rosche: il re dei motori BMW

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Paul Rosche

Senza Paul Rosche la BMW, oggi, sarebbe molto diversa: scopriamo insieme la storia dell’ingegnere tedesco, creatore dei motori che hanno reso grande la Casa bavarese.

Paul Rosche: la biografia

Paul Rosche nasce l’1 aprile 1934 a Monaco di Baviera (Germania) e nel 1957 – subito dopo la laurea in ingegneria – entra in BMW. Specializzato nei calcoli per gli alberi a camme, viene impiegato nel reparto ricerca e sviluppo della Casa tedesca.

I primi lavori

Il primo lavoro rilevante di Rosche riguarda lo sviluppo del motore M10, un 1.5 a benzina da 82 CV montato dalla 1500.

Un propulsore destinato a entrare nella storia, un’unità che viene usata come base per il 2.0 turbo montato dalla BMW 2002 che conquista il campionato europeo turismo del 1969 con l’austriaco Dieter Quester.

Gli anni ’70

Nel 1973 debutta su un modello di serie il motore M31 – 2.0 turbo da 170 CV – progettato da Paul Rosche: grazie a questo propulsore la BMW 2002 Turbo diventa la prima auto europea sovralimentata di sempre. Nello stesso anno Paul diventa responsabile ricerca/sviluppo e motori sportivi e nel 1975 entra in BMW Motorsport come capo progettista per i motori di serie e da corsa.

Tra gli altri propulsori realizzati da Rosche in questo decennio segnaliamo l’M88 adottato dalla M1 nel 1978: un 3.5 a sei cilindri in linea da 277 CV. Risale all’anno seguente la promozione di Paul a direttore tecnico di BMW Motorsport.

La F1 e la M3

All’inizio degli anni ’80 Paul Rosche getta le basi – insieme a Dieter Stappert – per l’ingresso di BMW in F1 come motorista.

Per il debutto nel Circus bisogna aspettare il 1982 e il motore M12: un 1.5 turbo 4 cilindri 16 valvole (realizzato sempre sulla base del mitico M10 di 20 anni prima) nato con 560 CV che arriverà a superare abbondantemente quota 1.000 nelle ultime evoluzioni usate in qualifica nel Mondiale 1985. Il propulsore si rivela il più potente in circolazione ma non il più affidabile e neanche il più parco: la prima vittoria arriva al GP del Canada del 1982 con Nelson Piquet al volante della Brabham e l’anno seguente il pilota brasiliano diventa il primo a conquistare un Mondiale con una monoposto turbo. L’ultimo trionfo di sempre per il motore BMW M12 arriva nel 1986 in Messico: prima vittoria in carriera di Gerhard Berger e della Benetton.

Gli anni ’80 della BMW e di Paul Rosche non si limitano però alla F1: nel 1985 vede infatti la luce la M3 E30, dotata di un raffinato propulsore 2.3 da 200 CV sempre realizzato dall’ingegnere teutonico. Due anni più tardi BMW lascia il Circus e Rosche viene nominato amministratore delegato tecnico di BMW M.

McLaren, Le Mans e il ritorno in F1

Nel 1993 viene svelata una delle supercar più evolute di sempre: la McLaren F1. La vettura – dotata di un motore BMW S70/2 progettato da Rosche – riesce persino ad aggiudicarsi (con un esemplare da gara non molto diverso da quello di serie) la 24 Ore di Le Mans del 1995 con un equipaggio composto dal francese Yannick Dalmas, dal finlandese JJ Lehto e dal giapponese Masanori Sekiya.

Nel 1996 Paul Rosche diventa direttore tecnico e amministratore delegato di BMW Motorsport e regala alla Casa bavarese l’unica – per ora – vittoria a Le Mans (nel 1999) con il prototipo V12 LMR (dotato di un propulsore 6.0 diretto discendente del 6.1 della McLaren) guidato da Dalmas, dal nostro Pierluigi Martini e dal tedesco Joachim Winkelhock.

Non contento, prima di andare in pensione nel 1999 realizza il suo ultimo motore: l’E41. Un 3.0 V10 – montato dalla Williams nel Mondiale F1 2000 – che rappresenta il ritorno dell’Elica nel Circus dopo i successi degli anni ’80. Paul Rosche scompare il 15 novembre 2016 a Monaco di Baviera (Germania).

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