Manovra, arrivano saldo e stralcio cartelle, tagli a pensioni d’oro ed editoria

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Mentre in aula alla Camera il governo pone la fiducia sulla manovra economica destinata a cambiare profondamente, il vicepremier Luigi Di Maio annuncia le prime novità in arrivo – la prossima settimana al Senato, sotto forma di emendamenti – a cronisti e telecamere assiepati fuori palazzo Chigi. Aumenta il taglio alle pensioni d’oro, torna la pace fiscale sotto forma di saldo e stralcio, arrivano i tagli all’editoria con l’azzeramento dei fondi al 2022. Sullo sfondo resta il nodo della trattativa con l’Ue che “va avanti” assicura Di Maio ma “oggi abbiamo parlato degli emendamenti”, racconta per giustificare l‘assenza al vertice del ministro dell’Economia Tria. In realtà il titolare del Mef a Chigi è stato per circa tre ore, a colloquio con il premier Giuseppe Conte.

Il punto è sempre lo stesso, le cifre della legge di Bilancio. “Non sono affezionato al numero – assicura il leader pentastellato – ma pretendo di mantenere le promesse fatte, non possono essere messe da parte. Miriamo ad abbassare il più possibile debito pubblico. Credo che l’Ue si aspetti questo ma il debito non si abbassa con l’austerity”. Anche la Lega “lavora per una soluzione di buon senso, dialogo con l’Europa ma senza rinunciare ai nostri impegni a favore degli Italiani”, assicura Matteo Salvini. La sensazione però è che se arrivano ancora segnali di pazienza e disponibilità da Bruxelles, con Pierre Moscovici che riconosce al nostro paese di essere “sulla buona strada” ma “bisogna continuare a fare progressi”, in realtà si aspettano ancora fatti, numeri precisi. Ne è una prova il fatto che l’incontro tra il premier Conte e Jean-Claude Juncker annunciato da parte italiana per martedì sia ancora in standby, non segnato nell’agenda del presidente della commissione, “non è confermato”, spiega un portavoce. Il dialogo va avanti ma di fatto manca una nuova proposta italiana, che se arrivasse potrebbe essere affrontata già martedì prossimo nella riunione del Collegio dei commissari, in concomitanza con la plenaria a Strasburgo. Ed è proprio lì che Conte spera di avere un nuovo faccia a faccia con Juncker. “Dobbiamo trovare la quadra con Bruxelles – spiega – perché tra noi è facile ma è con Bruxelles che è più complicato ma non impossibile. Io sono ottimista. Non mi sarei seduto neppure al tavolo se la prospettiva non fosse possibile”. Il lavoro, insomma, è tutt’altro che finito. E del resto anche Di Maio, che non cita numeri, ammette che “quello che c’è nel contratto di governo deve essere fatto ma ciò non toglie che il contratto possa essere ancora migliorato”. Si può ancora cambiare, dunque, “l’importante”, raccomanda il pentastellato, “è che si modifichi al rialzo e non al ribasso”. Tra le modifiche dell’ennesimo vertice, anche questo “non decisivo”, come l’ha definito il ministro per i rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, ce ne sono alcune care ai M5s e non è un caso che sia Di Maio a prendersi la scena. Innanzitutto il taglio alle pensioni d’oro che passa dal 25% al 40%. Poi il graduale azzeramento, da qui al 2022, dei fondi per l’editoria, “era una nostra grande battaglia dal 25 aprile del 2008”, ricorda il vicepremier. Ci sarà una prima riduzione del 25% nel 2019, il 50% nel 2020 e il 75% nel 2021. A essere interessati alcuni quotidiani, i settimanali cattolici e i fogli delle minoranze linguistiche.Arrivano norme speciali per accelerare gli investimenti dei comuni e torna la pace fiscale non più come un condono, come nella prima versione del decreto fiscale, ma sotto forma di ‘saldo e stralcio’, “con l’obiettivo di aiutare chi è nelle grinfie del fisco e non riesce ad uscirne”, spiega Di Maio. Confermati da entrambi i vicepremier i tempi delle principali riforme, quota 100 da febbraio, insieme con l’innalzamento delle pensioni minime e di invalidità a 780 euro, e reddito di cittadinanza da marzo. “Dalle stime che abbiamo avendo abbiamo appostato molti soldi per reddito e quota 100 ma le relazioni dei tecnici ci stanno indicando che potrebbero servire meno soldi per la stessa platea”, ribadisce il leader M5s. 

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