Il cinquantesimo anniversario del GRECE. Un lungo cammino mai interrotto

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Negli anni delle contestazioni giovanili e appena dopo il Maggio ’68, un gruppo di amici, letterati, studiosi e intellettuali, diede vita ufficialmente a qualcosa di inimmaginabile. Era il 17 gennaio del 1969 e presso la Préfecture des Alpes Maritimes, viene registrato il GRECE, Groupement de Recherche et d’Etudes pour la Civilisation Européenne (Gruppo di ricerca e di studio per la civiltà Europea). Ma in realtà, il centro studi nacque prima. Precisamente nel 1968, anno della prima segreteria provvisoria a Nizza, della riunione di fondazione a Lione e del primo seminario nazionale, tenutosi sempre nella città del Rodano-Alpi.

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Il GRECE non venne alla luce per gli effetti delle rivolte studentesche di quegli anni. Tanto meno, meglio precisare, per un superamento politico-culturale di alcuni esponenti dell’estrema destra. E non è mai stato un “laboratorio” ideologico riconducibile ad essa. I suoi promotori, venivano da esperienze molto diverse tra loro. Certo, anche politiche ma soprattutto culturali e di formazione. Nonostante questo, purtroppo alcuni scribi prezzolati, continuano ad affannarsi, spiegando ciò che in realtà non conoscono: prendendosi la briga di “approfondire” e mettere in piedi “un taglia e cuci” degno della peggiore esposizione dottrinale.

Meglio non badare agli adulatori che dimostrano in realtà di coltivare solo i propri interessi.

Quest’anno, il Centro Studi di cui mi onoro di far parte e di esserne il responsabile in Italia, compie cinquant’anni. Una data tonda, importante, da festeggiare. Innanzitutto, mi sento di scrivere che dobbiamo molto ai promotori del GRECE. Tra i quali, citandone solo alcuni, figurano le personalità di Alain de Benoist, Dominique Venner, Roger Lemoine, Giorgio Locchi, Antonio Lombardo, Maurice Rollet, Jean-Claude Valla, Pierre Vial, Michel Marmin e Jean-Claude Carasco.

La lista è molto lunga come i tanti che aderirono, lasciando un segno indelebile per la generazione successiva: dalla penna incantevole di Jean Cau a quella tagliente di Guillaume Faye, a Charles Champetier, che assieme ad Alain de Benoist, ha redatto il Manifesto del Centro Studi. Nel corso degli anni, ci siamo occupati di filosofia, metapolitica, metafisica, arte, cultura, storia, geografia, giornalismo, editoria, scienze sociali, scienze ausiliarie della storia, antropologia ed etnologia, scienze delle religioni, biologia, zoologia, geopolitica, ecologismo, teorie e pratiche economiche, sociologia, ecc…Organizzando convegni, incontri e seminari.

Abbiamo collaborato e continuiamo a farlo, con svariate pubblicazioni del peso culturale quali sono Nouvelle École, Éléments, Krisis e tante altre. Cinquant’anni di vita per cui ancora molto giovane, studiando ed analizzando ciò che i tempi richiedono. Occupandoci, come è scritto nel nostro Manifesto, di essere una scuola di pensiero senza pretendere di squalificare altri approcci. Offrendo, un’analisi critica del nostro tempo e contemporaneamente, cercando di far conoscere il fondamento della nostra visione dell’uomo e del mondo.

Un approccio multidisciplinare che vuole scuotere la maggior parte delle divisioni intellettuali di oggi, rappresentate dal tribalismo e globalismo, nazionalismo e internazionalismo, liberalismo e marxismo, individualismo e collettivismo, progressismo e conservatorismo che sono in opposizione alla stessa logica compiacente. Consapevoli che, per un secolo, queste opposizioni artificiali hanno nascosto l’essenziale: la grandezza di una crisi che richiede un radicale rinnovamento dei nostri modi di pensare, prendere decisioni e agire. Nel solco, tracciato da chi ci ha preceduto.

Con la stessa voglia di creare un dialogo e delle elaborazioni tali da poter dibattere, liberamente e con tutti, delle annose questioni che riguardano la nostra epoca per scorgere l’avvenire, ascoltando i consigli di un passato e di una Storia che non ci impongono una lettura delle cose, identica. A tal proposito, anche in Italia ci saranno delle piacevoli sorprese. Collaboriamo già con centri studi, riviste cartacee e in rete. È giunta l’ora di far conoscere ai quanti lo desiderino, il nostro pensiero.

Corre l’obbligo di ringraziare, il nostro infaticabile Presidente Michel e Alain de Benoist, fonti inesauribili di stimoli e consigli importanti per chi vi scrive. Quanto il lavoro, il sacrificio e la dedizione del Professor Tarchi che con Diorama Letterario e Trasgressioni, è un punto di riferimento per la nostra comunità in Italia.

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