Avellino – Si riaccende la tradizione dei falò in Irpinia per Sant’Antonio Abate

    

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la notte dei falò 3Avellino – L’Irpinia, terra di eccellenze e di tradizioni, tra cui quella dei falò in onore di Sant’Antonio Abate. Si è svolta questa mattina, presso il Circolo della Stampa, la conferenza di presentazione delle manifestazioni folkloristiche in programma nella provincia di Avellino nei mesi di gennaio e febbraio 2019.

A inaugurare la rassegna, il presidente dell’Unpli di Avellino, Giuseppe Silvestri: “Voglio ringraziare personalmente tutte le realtà locali che si sono attivate per tenere viva la conoscenza riguardo a queste manifestazioni. Gli irpini possiedono da sempre un difetto che, in questo caso, si rivela un pregio: sono talmente testardi da portare avanti grandissime iniziative, fino a riuscirci. Noi dell’Unpli siamo tenuti a essere promotori culturali di tutte le manifestazioni che vengono organizzate nella nostra provincia, pertanto stiamo realizzando questo essere unitari con grande impegno”.

Tra le manifestazioni degne di nota, vi è sicuramente “La Notte dei Falò”, in programma a Nusco dal 18 al 20 gennaio 2019. “Il nostro obiettivo, con quest’iniziativa, è quello di valorizzare il nostro centro storico attraverso il fuoco e la musica folk irpina” afferma Enzo Della Vecchia, presidente della Pro Loco di Nusco. Nella tre giorni di eventi, ci saranno circa duecento tra musicisti e artisti di strada. È importante in questo periodo fare unione tra tutte le varie realtà per far crescere il territorio dell’intera provincia”. A sostenere l’iniziativa nel famoso Balcone d’Irpinia è anche Mino Mastromarino, presidente della Pro Montemarano: “In qualità di rappresentante dell’associazione, sono lieto di offrire il mio contributo a Nusco e a tutte le realtà che si impegnano per tenere vive le tradizioni locali”. La “Notte dei Falò” sarà, inoltre, l’occasione per riscoprire in treno un tratto della ferrovia Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, come spiega Valentina Corvigno dell’associazione inLocoMotivi: “Ringrazio la Pro Loco Nusco, perché ci ha permesso di realizzare un sogno: far ripartire il treno storico che, il 19 gennaio, arriverà alla stazione di Nusco di sera. Per noi è importante essere partecipi di queste iniziative: quando noi abbiamo iniziato a impegnarci per ripristinare le tratte turistiche, abbiamo avuto il sostegno di tutte le realtà locali, in occasione dei principali eventi della nostra provincia. Il treno è un elemento che unisce tutti”.

la notte dei falòUn altro evento importantissimo, legato alla figura di Sant’Antonio Abate, si terrà a Teora, nei giorni 17 e 26 gennaio 2019: “Li Squacqualacchiun e Sagra delle Tomacelle”. A presentare l’evento è il sindaco del comune irpino, Stefano Farina: “Il nostro evento ha una portata più ampia, all’interno del quale inseriamo la nostra tradizione accanto al falò di Sant’Antonio. La caratteristica che ci contraddistingue, rispetto agli altri falò, è la presenza della maschera tipica teorese, affiancata alla tomacella, uno dei nostri piatti tipici a base di carne di maiale. A differenza delle classiche festività commerciali, tutta la nostra provincia ha la fortuna di avere carnevali legati alla tradizione e alla storia. Bisogna trovare aggregazione in questi momenti in cui non si fa nulla o poco sul nostro territorio: siamo troppo abituati a concentrare le nostre attività nel periodo estivo”.

Ancora, nel periodo che va dal 17 al 19 gennaio 2019, si terranno a Caliano di Montoro “Le Notti delle Campanelle”: “Ciò che contraddistingue il Falò di Caliano di Montoro è lo spirito di condivisione e dei valori che riprendono la genuinità di una piccola frazione” afferma Don Enzo Serpo della Parrocchia Santi Eustachio e Antonio Abate. “In questa tre giorni, insieme ai festeggiamenti e alla benedizione degli animali, c’è l’accensione del falò e l’apertura di un percorso gastronomico che vuole ripercorrere le pietanze della tradizione. Gli abitanti, inoltre, metteranno a disposizione le proprie case per offrire un piatto tipico delle nostre zone, tra cui il mallone”.

Sempre il 17 gennaio 2019, a Quindici, verrà organizzata la “IV Focara Artistica e I Sagra di Sant’Antonio”, a opera dell’associazione “A’Focara”, in collaborazione con il comune e la Pro Loco. A introdurre la manifestazione è Don Vito Cucca, parroco di Quindici: “Sant’Antonio Abate è il secondo patrono del nostro Comune. Tutto è partito dalla nostra devozione religiosa, successivamente la nostra iniziativa si è arricchita di numerosi elementi, soprattutto artistici. Il 17 gennaio, i nostri tre falò assumono la forma di particolari simboli, come il castello alto 20 metri, che accompagneranno il falò principale e i fuochi pirotecnici. Quest’anno ci sarà anche la sponsorizzazione del nostro prodotto tipico, il morzetto, realizzato con le nocciole della nostra terra. È importante non solo assistere, ma partecipare a tutte le iniziative che avvengono nella nostra amata Irpinia. Quest’anno, insieme alla Parrocchia e ai Ragazzi dell’Azione Cattolica, abbiamo deciso di unirci per rendere possibile l’organizzazione di quest’evento”.

La conferenza stampa, accompagnata dalla recitazione di versi e dalle note della tarantella montemaranese, è stata anche l’occasione per Raffaele Labate e Vittorio D’Alessio (presidenti, rispettivamente, delle Pro Loco di Atripalda e Mercogliano), di promuovere i falò in onore di altre due figure religiose importanti della nostra terra: il “Focarone di San Sabino” (in programma ad Atripalda il prossimo 8 febbraio) e la “Lumanera di San Modestino” (previsto per il 14 febbraio). “Credo che tutte queste iniziative confermino la volontà tra le associazioni che si sono impegnate di voler mantenere vivi questi tesori della tradizione” conclude Tony Lucido, delegato dell’Unpli Campania. “Nel momento in cui la globalizzazione smonta il senso di appartenenza a una comunità, valorizzare queste iniziative non è solo l’occasione di riaffermare le nostre origini, bensì quella anche di coinvolgere l’intera comunità alla partecipazione. Comunicare e fare rete è fondamentale in questo periodo storico per riconoscersi e caratterizzarsi. Ci auguriamo che anche Avellino, nelle vesti di capoluogo, possa coordinare tutte queste realtà per il mantenimento di un’identità comune”.

    

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