Battisti, sinistra radicale lo difende: spunta idea amnistia

    

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di Antonio Atte

Tra distinguo, richieste di amnistia e critiche nei confronti del governo brasiliano e di quello italiano, anche il mondo della sinistra radicale dice la sua sulla cattura di Cesare Battisti, il terrorista dei ‘Proletari armati per il comunismo’ arrestato in Bolivia dopo anni di latitanza in Brasile. “Per fatti di 30 anni fa, la soluzione logica dovrebbe essere l’amnistia per Cesare Battisti”, dichiara all’Adnkronos Marco Ferrando, portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori, commentando l’arresto di Battisti.

“Da parte del governo c’è il tentativo di sfruttare questa cosa come occasione propagandistica”, rimarca Ferrando, che si dice “contrario all’estradizione di Battisti” e aggiunge: “Noi non abbiamo nulla a che spartire con la collaborazione tra un governo ultra-reazionario come quello di Bolsonaro e quello di Salvini. Entrambi vogliono esibire Battisti come trofeo”.

Secondo l’esponente di Sinistra Italiana Paolo Cento (tra i firmatari, in passato, dell’appello per la liberazione di Battisti), “si fa molta propaganda su una vicenda che dovrebbe essere ricondotta al suo alveo naturale. Battisti – dice all’Adnkronos – ha avuto una condanna, è giusto che la sconti, ma senza spirito di vendetta. La giustizia non è vendetta”.

Interpellato sulla vicenda, Francesco Caruso, ex deputato di Rifondazione Comunista, afferma: “A distanza di 40 anni da episodi del tutto deprecabili, questo accanimento, questo scalpo da portare in dote di questo ormai quasi settantenne mi sembra una sete di vendetta che non ha nessuna altra funzione se non ripagare l’odio e il rancore di questi signori al governo”.

Per Caruso il terrorista dei Pac “ha le sue colpe, ma il Battisti che aveva vent’anni e il settantenne di oggi sono due persone diverse. Il carcere ha una funzione riabilitativa. Non si capisce cosa debba fare questo signore in carcere se il principio del carcere resta quello sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, che si chiama ‘rieducazione’, non ‘vendetta’. Questo esisteva nelle società pre-cristiane…”.

L’ex segretario di Rifondazione Paolo Ferrero legge così la vicenda dell’arresto di Battisti: “E’ evidente – rimarca all’Adnkronos – che siamo a un’altra puntata del depistaggio di massa che questo governo e in particolare Salvini fanno. Prima gli immigrati, adesso Battisti”. “Siamo alla produzione teatrale continua di fuochi artificiali per cercare di far sì che la gente non pensi ai problemi veri. Il problema vero – osserva – è che i ricchi sono troppo ricchi, hanno una ricchezza pazzesca”.

Sulla eventuale estradizione di Battisti, Ferrero dice: “Questo lo decidono i brasiliani, mi pareva ci fossero ragioni nel governo precedente che aveva negato l’estradizione, perché ci sono pasticci processuali…”. C’è chi chiede l’amnistia per il terrorista dei Pac: “Vedremo, ne discuteremo”, risponde l’ex parlamentare.

    

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