La giovane biologa scartata al Nord perché palermitana, eppure la rabbia dovremmo rivolgerla contro noi stessi

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Lo sdegno di noi siciliani per la storia della biologa scartata da un’azienda di Pordenone perché palermitana dovrebbe tramutarsi in rabbia. Ma non contro i due friulani che hanno respinto, per ragioni di provenienza geografica, la domanda della biologa interessata a uno stage gratuito a Pordenone (il direttore del centro si è pure scusato parlando di un equivoco). La rabbia dovremmo rivolgerla contro noi stessi perché – fatte le dovute eccezioni – non siamo stati capaci finora di creare imprese sane, serie e all’avanguardia. Imprese che permettano ai biologi, agli ingegneri, ma anche ai carpentieri e agli elettricisti di restare in Sicilia invece di costringerli a cercar fortuna altrove.

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La risposta all’azienda di Pordenone – peraltro liberissima di ingaggiare chi vuole – l’unica vera risposta dovrebbe essere: “Noi siciliani non abbiamo bisogno dei vostri stage”. Ma questa risposta non possiamo darla. Perché di quegli stage, e in generale del lavoro al Nord, abbiamo bisogno. E la colpa è solo nostra.

Ps. Astenersi da considerazioni del tipo: “Il Nord ha depredato il Sud”, perché abbiamo ricevuto soldi pubblici a palate che abbiamo speso male o non abbiamo spesso affatto.

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