Bracciano. Conferita la cittadinanza onoraria al giornalista Paolo Borrometi

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BRACCIANO – È stato un momento importante quello di ieri nell’Aula Consiliare del Comune di Bracciano in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria al giornalista Paolo Borrometi, diventato un esempio di legalità per aver contrastato la mafia rischiando la propria stessa vita.

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“Considero Borrometi un vero e proprio eroe dei nostri giorni e per questo motivo va premiato – ha detto il Sindaco di Bracciano Armando Tondinelli contornato da tutti gli amministratori – non solo in quanto giornalista ma prima di tutto come cittadino che con alto senso civico ha deciso di non voltarsi dall’altra parte e sacrificare la sua libertà e incolumità personale in nome di una libertà più grande: il senso civico, il contrasto alla corruzione e alla malavita. Faremo altri eventi di questo tipo perché continueremo a contrastare l’illegalità. Questo tipo di manifestazioni fanno bene ai cittadini e alle amministrazioni perché si comprende meglio, in maniera collettiva, quali sono i veri valori della vita”.

Una libertà che è costata cara a Borrometi e a ricordarlo è stato ancora il sindaco Armando Tondinelli quando ha citato il triste episodio della pubblicazione di un articolo del giornalista, pagato soltanto tre euro lordi ma in realtà costato a Paolo Borrometi una menomazione permanente di una spalla.

La decisione del conferimento della cittadinanza onoraria di Bracciano è stata presa in quanto Borrometi “rappresenta – si legge nel testo firmato dal Sindaco Armando Tondinelli – in un mondo sempre più dominato dall’individualismo e dall’egoismo, un esempio a cui guardare non soltanto come modello di giornalismo libero e indipendente ma anche come ad un cittadino dotato di profondo senso di giustizia”.

Il giornalista Paolo Borrometi, originario della provincia di Ragusa, vive sotto scorta dall’agosto del 2014 a causa delle continue minacce da parte di Cosa nostra. E’ finito nel mirino dei boss mafiosi per le sue inchieste “scomode”.

Borrometi ha poi ricordato come sia significativa per lui la giornata del 16 aprile di cinque anni fa quando si trovava in ospedale a seguito di un’aggressione di stampo mafioso: “Quel giorno – ha detto – segnò l’inizio per me di una serie di minacce e atti organizzati dalla criminalità contro la mia persona. Oggi 16 aprile mi trovo in un altro contesto”.

Poi il giornalista ha stemperato la situazione: “Caro sindaco – ha detto – non ho i soldi per pagare le tasse comunali per il conferimento della cittadinanza”. Una risata ha contagiato l’Aula. Poi Paolo Borrometi ha parlato del suo libro “Un morto ogni tanto”.

Un’opera dove sono presenti esperienze personali nonché inchieste che hanno portato ad esiti positivi per la collettività come l’operazione che ha portato al commissariamento il Comune di Vittoria fulcro di attività mafiose con business di milioni e milioni di euro.

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