C’è una grave epidemia di morbillo in Madagascar

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(foto: Who/Eugene Kabambi)

In pochi mesi, il morbillo ha causato la morte di oltre mille persone in Madagascar. E anche il numero di contagi è altissimo: oltre 115 mila infezioni dall’ottobre 2018. Numeri questi che rendono questo focolaio il più grande e pericoloso in tutta la storia del paese. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), solamente il 58% delle persone è attualmente vaccinato contro il virus del morbillo (per scongiurare un’epidemia, secondo gli esperti, i tassi di immunizzazione dovrebbero essere compresi tra il 90-95%). Oltre al problema della diffidenza verso le vaccinazioni, ha spiegato Dossou Vincent Sodjinou, epidemiologo dell’Oms in Madagascar, a complicare la situazione in Madagascar sono altri fattori, quali la malnutrizione, o le difficoltà nel raggiungere i centri di salute, che spesso sono a corto di personale qualificato. Inoltre, alcuni genitori, aggiunge l’esperto, ignorano il fatto che i vaccini siano completamente gratuiti nei centri di salute pubblica.

Ricordiamo che i casi di morbillo stanno aumentando in molte altre parti del mondo, come per esempio gli Stati Uniti, dove dal 1° gennaio al 4 aprile 2019 i centri Cdc hanno rivelato ben 465 casi di morbillo in 19 stati. In particolare, la città di New York è la più colpita, con 285 casi in pochi mesi: come vi avevamo raccontato, infatti, il sindaco di New York Bill De Blasio ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria e ha richiesto la vaccinazione obbligatoria nelle quattro aree più colpite. In altre parole, nei quartieri maggiormente intaccati dal morbillo, le persone non vaccinate dovranno obbligatoriamente ricevere il vaccino trivalente Mpr (contro morbillo, parotite e rosolia). E chi non effettuerà la vaccinazione potrà dover pagare una multa di mille dollari. Anche l’Europa ha registrato un record di casi: nel 2018, secondo l’Oms, ci sono state quasi 83mila persone colpite e 72 decessi nei 53 Paesi della regione europea dell’Oms (che include gli Stati dell’Est e la Russia). Cifre che superano di 3 volte quelle del 2017 e di ben 15 volte registrate nel 2016.

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Secondo i dati preliminari dell’Oms, i casi di morbillo nel mondo registrati nei primi tre mesi del 2019 sono aumentati del 300%. “Sebbene questi dati siano provvisori indicano una tendenza chiara”, si legge sul sito dell’Oms. “Molti paesi stanno registrando focolai di morbillo, come la Repubblica democratica del Congo, Etiopia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Madagascar, Myanmar, Filippine, Sudan, Tailandia e Ucraina, causando numerosi morti, soprattutto tra i bambini”. Sebbene sia una delle malattia più contagiose del mondo, il morbillo si può prevenire attraverso due dosi del vaccino contro questa malattia. Per diversi anni, precisa l’Oms, la copertura globale della prima dose di vaccino si è arrestata all’85% (inferiore, quindi, al 95% necessario per prevenire i focolai). La seconda dose, invece, è scesa al 67%.

Il mese scorso, tuttavia, il ministero della Salute del Madagascar in collaborazione con l’Oms ha avviato una campagna di vaccinazione di massa rivolta a raggiungere 7 milioni di bambini. “Dopo aver condotto campagne di vaccinazione di massa in bambini dai 6 mesi ai 9 anni di età, il Madagascar sta ora assistendo a una diminuzione generale dei casi di morbillo e decessi”, si legge in una nota dell’Oms del 15 aprile scorso.

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