Soraggi (Uilm): “Rilanciare ruolo della Piaggio Aerospace”

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Ancora sull’altalena la vertenza di Piaggio Aerospace una delle eccellenze tecnologiche italiane. L’industria è una delle più importanti aziende di produzioni aeronautiche italiane in amministrazione straordinaria dal novembre scorso a causa di una commessa di circa 800 milioni di euro per l’acquisto di venti droni il cui destino è appeso a un filo tra conferme e smentite del governo penta leghista.

Dopo gli scioperi e le proteste dei giorni scorsi, che hanno bloccato Genova, e gli incontri in prefettura, sono stati organizzati tre appuntamenti che potrebbero delineare il futuro dell’azienda e il destino degli oltre mille operai.

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Il più importante è quello del prossimo 24 aprile a Roma, al Ministero dello sviluppo economico. Un altro si è tenuto il 15 aprile a Savona, nella sede dell’Unione Industriali dove sono stati presentati dall’azienda i numeri dei lavoratori coinvolti nella cassa integrazione. Un ultimo incontro si svolgerà al Ministero del Lavoro dopo l’incontro al Mise del 24 aprile. Questi ultimi due sono incontri “tecnici” e riguardano la procedura di cassa integrazione straordinaria aperta dal commissario Vincenzo Nicastro.

Sull’incontro di ieri, Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova, in un comunicato stampa, ha dichiarato che: «Abbiamo avviato la discussione con la Piaggio Aero in merito all’apertura della cassa integrazione straordinaria. L’azienda ci ha illustrato il programma che intende effettuare nei primi tre mesi a partire dal 2 di maggio e che dovrebbe interessare un massimo 504 persone con 156 a zero ore (di cui 30 fanno parte della vecchia procedura) mentre il resto a rotazione. Gli unici reparti che non saranno toccati dalla procedura in questi primi tre mesi saranno i motori a Villanova d’Albenga e il customer service di Genova.
L’azienda ha ribadito la necessità assoluta, visto lo scenario attuale, di dover attivare la cassa integrazione in tempi brevi senza possibilità di anticipo del trattamento. La Uilm condivide la necessità di avere la CIGS come strumento di accompagnamento al percorso, ma altresì ribadisce come il Governo abbia la responsabilità di trovare delle soluzioni alla Piaggio attraverso degli ordini di velivoli che possano dare ossigeno finanziario e carichi di lavoro. Per questo, pur ritenendo utile cominciare la discussione, abbiamo avanzato una proposta unitaria che va nella direzione di aspettare l’incontro del 24 aprile per capire gli scenari industriali che potrebbero anche far variare il quadro presentato oggi dall’azienda. Inoltre ritengo necessario trovare una soluzione al problema dell’anticipo del trattamento perché non possono essere i lavoratori a pagare il ritardo di chi dovrebbe aver già messo in campo le promesse fatte due mesi fa».

La procedura di cassa integrazione è stata avviata dopo che il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha confermato i dubbi dell’Aeronautica sul drone P1HH, sul quale il Governo doveva investire 250 milioni. Doveva, perché c’è il rischio che lo stanziamento venga cancellato proprio dopo i dubbi espressi dall’Aeronautica. La perdita di questa commessa potrebbe essere bilanciata dall’intenzione del ministero di rinnovare la flotta dei P180, l’aereo da trasporto executive che è un altro dei gioielli della Piaggio Aerospace.

In assenza di tempi certi e di sicurezza sulle reali intenzioni del Governo, però, il commissario di Piaggio ha avviato comunque la procedura di cassa integrazione per i lavoratori degli stabilimenti di Villanova d’Albenga (Savona) e Genova.

Nell’incontro che si terrà il prossimo 24 aprile al Ministero dello sviluppo economico, i sindacati chiederanno decisioni definitive per gli investimenti sui prodotti Piaggio. Un piano che il Governo Conte ha più volte annunciato, smentito e confermato più volte, ma che fino a oggi non è stato concretizzato.

Sulla vertenza abbiamo intervistato Gino Soraggi, delegato Uilm della RSU Piaggio a Villanova di Albenga.

Quando e perché avete deciso di alzare il tiro portando la protesta in piazza?
«Nel 2017 il ministro della Difesa Pinotti, decretava l’approvazione del “Programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento n. SMD 04/2017” concordato con lo Stato Maggiore della Difesa in funzione dei fabbisogni e delle proprie disponibilità finanziarie, programma che vedeva Piaggio e Leonardo partecipare insieme nella fornitura all’Aeronautica Militare di un nuovo velivolo a pilotaggio remoto (P2HH), garantendo una nuova prospettiva tecnologica per l’azienda ed i suoi livelli occupazionali.
Alla fine del 2018, i principali azionisti arabi di Abu Dhabi, interessati alla realizzazione del drone P1HH derivato dalla piattaforma del P180, lasciavano la Piaggio con la conseguente entrata in amministrazione straordinaria dallo scorso mese di dicembre.
Queste due condizioni hanno da subito allarmato i lavoratori, che hanno visto cambiare le loro prospettive di lavoro ed arrivare oggi alla cassa integrazione».

Gli operai sono soddisfatti per la risposta compatta del territorio alla loro battaglia?
«I lavoratori della Piaggio non chiedono assistenzialismo, sono orgogliosi dei prodotti di alta tecnologia dell’azienda che sono un patrimonio del paese Italia. Il territorio conosce bene questa realtà ed è consapevole dell’importanza di avere un’industria di alto contenuto tecnologico in Liguria».

Come poteva essere evitato tutto questo? C’è colpa oppure dolo da parte delle istituzioni?
«Non è facile dare una risposta a situazioni complesse come questa, ma proprio per la complessità della questione e la dovuta attenzione a non frenare le attività industriali a sostegno del sistema difesa, non c’è dubbio che il ritardo di oltre un anno su scelte programmate e finanziate poteva essere evitato.
Oggi stiamo affrontando il ricorso agli ammortizzatori sociali invece di parlare di lavoro e futuro tecnologico a sostegno di una azienda strategica».

Cosa si aspettano i lavoratori dall’incontro del 24 aprile al Ministero dello sviluppo economico?
«In questi anni, la Piaggio ha fatto un grande cambiamento con la realizzazione di un nuovo stabilimento a Villanova d’Albenga. I lavoratori hanno da sempre capito quanto fosse importante questo investimento per il futuro dell’azienda e la conservazione dei posti di lavoro. Oggi non possiamo permetterci di perdere occasioni di rilancio che grazie alla conoscenza del nostro passato industriale consentirebbero di sviluppare innovazione, permettendo alla Piaggio di essere una azienda aeronautica italiana all’avanguardia . Il 24 aprile i lavoratori si aspettano dal Governo, che dimostra di credere nel ruolo strategico della Piaggio, la conferma di scelte politiche chiare e finalizzate ad investire in innovazione per il futuro di tutto il paese Italia, del suo sistema difesa e di lavoro anche per tanti giovani tecnici ed ingegneri che desiderano costruirsi competenze ed unicità professionali in un settore altamente specializzato».

Antonio Salvatore Sassu

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